MaraMora

... credevi veramente di conoscere tutto sul sesso?

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Grazie al borseggiatore

Mi chiamo Franco, ho 35 anni, sono il titolare di una Ditta di impianti Elettrici e Telefonici, due giorni prima mi ero aggiudicato una gara abbastanza importante, e per smaltire la tensione accumulata mi dedico allo shopping sfrenato, il giorno prima avevo razziato negozi di abbigliamento, e adesso toccava alle cose più futili che mi potevano venire in mente, avevo acquistato uno stereo da mettere nel mio bagno, diverse lampade al neon dai colori più svariati, e molti dischi sia per il cd che il dvd, ormai ero in fila ad una delle molte casse per pagare, quando avanti a me vedevo una donna prima gesticolare, poi urlare, ed infine piangere, stava dicendo alla cassiera che non aveva più nella sua borsa il portafoglio con 150 euro, singhiozzava rumorosamente, lo sguardo perso nella disperazione, l'avevo notata prima nel reparto alimentare, vestita con abiti un po' lisi, e non adatti alla sua età, ma il corpo era fatto veramente bene, un seno della terza scarsa, circa 1, 70 due bellissime gambe fasciate da pantaloni jeans usati, scarpe da ginnastica, ed un golfino sopra una camicetta bianca e un piumino ormai liso e fuori moda, ma sotto un culetto che era una meraviglia, un caschetto di capelli biondo scuro fino alle spalle, ma il viso era veramente una cosa rara da vedere, le labbra bellissime e carnose, gli occhi chiari, un nasino da madonna con un ovale del viso perfetto, vedergli quel viso trasformato dal dolore per quello che le era capitato, e tirare fuori la carta di credito, è stato un attimo, la cassiera la prendeva e me la passava comprese le mie cose, non aveva fatto caso a questa mia manovra, e quando se ne era resa conto si era innervosita ancora di più, ma ormai eravamo fuori dalla fila e lontano dalla cassa, cercavo di calmarla ma con scarsi risultati, infine aveva innervosito anche me al punto di dirle, senta facciamo così, questo è un prestito, adesso lei mi da i suoi documenti così so chi è, e quando si trova comoda mi riporta quello che le ho anticipato, soddisfatta di quanto le sto proponendo? mi rispondeva, senti a coso, ma che pensi che m'hai trovato pe strada che me dai li sordi? che idea te sei fatto de me? guarda che qui non c'è trippa pe gatti, (è un detto romanesco per intendere che è inutile provarci) io continuavo nella mia discussione sempre più sorpreso di questa reazione per me eccessiva, e le ribattevo ormai irritato veramente, senti bella, a me coso non mi ci chiami, il mio nome è Franco, e se ce riprovi te do na pizza che t'allungo, (ti do uno schiaffo e ti sdraio in terra) rimaneva sorpresa e sorrideva per questa mia reazione, poi mi rispondeva, certo che anche tu hai un bel caratterino, ti facevo più calmo e riflessivo, io avevo ormai esaurito la mia collera e mi ero rinfrancato, e le dicevo, io ti ho detto che mi chiamo Franco, ma tu non mi hai detto il tuo nome, e lei allungando la mano mi diceva, piacere Franco io sono Anna, e tu sei anche un uomo molto bello oltre che gentile, ma quanto sei alto? 1, 89 Anna come vedi neanche 1, 90 facciamo così aggiungevo, adesso andiamo al bar e ci prendiamo un bel caffé, che ne dici? non ci vengo mi rispondeva anche un po' piccata, non ti posso offrire niente, non ho più il portafoglio, te lo sei dimenticato? a quella risposta mi veniva da ridere, ma come le dicevo, ti ho anticipato la spesa e non posso pagarti il caffé, ma dai non essere ridicola, e sorridendo si era convinta, e tirandola con una mano la portavo al Bar del Supermercato, dopo cinque minuti eravamo diventati amici, poi sono stato io che le ho proposto di accompagnarla a casa, lei non voleva, ma insieme al portafoglio era andata anche la tessera dell'Autobus, cinquanta euro me li aveva rifiutati perché volevo prestarglieli, era giocoforza accompagnarla a casa, nel tragitto mi raccontava che aveva una figlia di venti anni, l'aveva avuta a 17, il suo non era stato assolutamente un matrimonio felice, il marito lavorava in una Cooperativa di servizi e guadagnava poco, e in più aveva il vizio di bere, erano moltissime le sere per non dire tutte che rientrava ubriaco, e ormai lei si era convinta che la vita più di quello non le avrebbe offerto, ormai eravamo vicini alla sua casa, e dopo avermi rifatto i complimenti per la mia auto, ci eravamo congedati scambiandoci i numeri dei nostri Cellulari, la mattina dopo verso le 10 la chiamavo per sapere come stava, la sentivo felice di aver ricevuto una mia chiamata, e si affrettava a dirmi che per il prestito avrebbe ottenuto gli Euro due giorni dopo, cercavo in tutti i modi di spiegarle che non c'era fretta, anzi a me non interessava proprio che lei me li avesse restituiti, anzi l'unica cosa a cui tenevo veramente era solo rivederla, la sentivo sorpresa piacevolmente, e riuscivo a strapparle un appuntamento per un caffé a due giorni dopo, aggiungendo, mi debbo organizzare, lei avrebbe preso l'autobus e io l'aspettavo durante il tragitto, venne puntuale e con un sorriso smagliante, indossava una gonna a pieghe, una camicetta rosa, e il solito piumino, era bellissima nella sua semplicità, le proposi subito se voleva venire a casa mia per un caffé, rimase sorpresa e silenziosa per 30 secondi che a me sembrarono una eternità, poi sorridendo maliziosamente mi disse, senti Franco, io ho l'abitudine di essere chiara e sincera sempre, ci vengo a casa tua, ma il per il solo il fatto che mi piaci e molto, così non abbiamo problemi sul motivo della mia visita da te, e poi te lo debbo ripetere, questa macchina mi fa impazzire, ma come si chiama? questa è una Mercedes 400 tdj ML è un ottimo fuoristrada, e quando ci vado a caccia non ho problemi l'ho fatta solo per questo, e lei, ma dietro sembra una camera matrimoniale, e per farci l'amore deve essere comoda l'hai provata? veramente a me piace il letto, lo trovo molto più comodo, ma a mali estremi anche qui si può fare, eravamo entrati nel mio Garage, e con l'ascensore stavamo davanti al mio appartamento, una volta dentro e chiusa la porta, le ho dato un bacio immediatamente ricambiato, aveva due labbra morbidissime, la lingua sembrava impazzita per come si muoveva nella mia bocca, e poi mi si spingeva contro con il pube cercando la protuberanza che ormai era evidente, mi abbassavo leggermente per essere alla sua altezza, al contatto del mio bastone aveva un sussulto e un orgasmo che la faceva tremare tutta, con la mano le sollevavo la gonna arrivando subito nel suo paradiso, gli slip erano fradici di umori, e lei sembrava impazzire dal godimento, li scansavo dolcemente e raggiungevo il centro del suo piacere, la clitoride completamente eretta e fuori dal suo cappuccio sembrava invitarmi a strusciarla ancora, lei con una mano si era impossessata del mio pisello ma lo poteva solo sentire attraverso i pantaloni, mi si staccava dalla mia bocca con la sua e mi sussurrava, ti prego tiralo fuori che non vedo l'ora di assaggiarlo, le dicevo andiamo in camera mia che staremo più comodi, ma lei insisteva e mi pregava no te lo voglio succhiare qui non vedo l'ora, mi slacciavo i pantaloni e lei mi abbassava le mutande, appena visto l'ha scappellato al volo e se lo è preso in bocca, ha iniziato a farmi uno dei più dolci e bei pompini della mia vita, se lo mandava in gola quasi tutto, e poi ritornava su mi leccava la cappella, lo succhiava sul prepuzio e ritornava ad affondarselo nella gola, io stavo per venire a l'avvisavo, ma lei facendomi segno di non levarsi continuava fino a che il primo getto non la investiva nella gola, e poi con una foga rinnovata dal piacere che le stavo regalando con un mio dito nel culo, si fermava solo quando dal cazzo non usciva più neanche una goccia, sempre tenendomelo in mano si alzava sorridente e soddisfatta, e dopo un fugace bacetto sulle labbra mi diceva, non solo sei bello, ma hai un cazzo che è meraviglioso, e non vedo l'ora di sentirmelo dentro e si avviava in bagno, io andavo in camera da letto e mi spogliavo completamente, poco dopo arrivava anche lei completamente nuda, era una meraviglia, il seno ancora si reggeva egregiamente, il ventre piatto, un pube castano chiaro meraviglioso, con le labbra della fica gonfie sembrava una scultura del 1. 600, io ero rimasto sdraiato supino e me la guardavo estasiato, le gambe erano ancora più belle di quello che avevo visto, e il culo era veramente un boccone da re, tondo sporgente, fiero, e meraviglioso, lei inchinatasi verso il pisello, lo aveva appena imboccato e poi guardandomi mi aveva detto, ma questa meraviglia non si ammoscia mai, e salitami a cavallo se lo era infilato nella fica da sola, se lo stava mandando tutto in fondo molto lentamente, e continuava a dirmi, tu non muoverti, me lo voglio gustare da sola, e iniziava a scoparmi sempre lentamente, si era piegata verso di me e mi diceva, ma sentilo quanto è grosso mi sento veramente piena per la prima volta, e poi continuava, non te ne sei accorto che come lo avevo dentro ho sborrato, e adesso lo sto per ripetere, e mentre stava sborrando mi aveva di nuovo baciato e sentivo la lingua che si ghiacciava per l'orgasmo, continuava per altri trenta secondi circa e veniva di nuovo, poi si sfilava e si girava posizionandosi a 69 e prima di riprendermelo in bocca mi diceva, ti prego leccamela molto e bene che mi piace da morire, e si affondava con la bocca sul mio bastone che era duro e dritto allo spasimo, adesso avevo questa meravigliosa fica davanti ai miei occhi, iniziavo dalle piccole labbra e poi andavo verso il culo, ne riscendevo e passavo rapido sulla clitoride, ripetevo il tutto diverse volte, e infine le facevo un ditalino dentro la fica con la lingua, ma quando cominciavo a sentire che anche il mio tempo stava per finire, mi attaccavo alla clitoride come una ventosa e iniziavo a succhiarla, era impazzita da quello che le stavo facendo, e mentre continuavo, prima con uno e poi con due dita le sono entrato nel culo, era veramente impazzita dal trattamento che le stavo riservando, e mi colava umori sul viso come una fontana, non finiva più di sborrare e lamentarsi, e l'estasi la raggiungeva al momento del mio orgasmo, le stavo mandando in gola una quantità industriale di sperma, non credo che prima di allora fossi venuto così tanto, infatti era vero, Anna mi trasmetteva delle sensazioni bellissime, lei si accasciava sopra di me come una bambola senza più vita, si avvertiva l'affanno che ancora aveva e il sudore che le copriva tutto il corpo, con molta cautela me la toglievo da sopra e mi giravo dalla sua parte, adesso era lei ad essere supina con gli occhi chiusi e meravigliosamente bella e sensuale, le carezzavo il viso e la fronte, la baciavo molto leggero per non turbare il suo riposo, gli occhi, le orecchie, le gote e il nasino, e poi le labbra meravigliose e semiaperte, a quel punto riapriva gli occhi ed erano due fanali nella notte, il colore del mare, il viso disteso con un sorriso soddisfatto e rilassato, mi si avvicinava con la bocca sulla mia e mi dava un bacio che era tutta una poesia d'amore, con la mano mi riafferrava il pisello e sgranando gli occhi mi diceva, ma tu questa meraviglia come fai ad averla sempre dritta e pronta, poi si riattaccava con la sua bocca alla mia e iniziava a masturbarmi molto lentamente, si distaccava dalla mia bocca e mi sussurrava, io se vuoi un regalo posso fartelo, però mi prometti che sei molto delicato? l'ho capito da come me lo guardavi, se ti piace tanto ti do il culo sei contento? se mi avesse offerto la luna non sarei stato così felice, mi sono alzato, sono andato in bagno e ho preso un flacone di vasellina, l'ho fatta mettere in piedi in fondo al letto con le gambe divaricate e le mani sullo stesso, ma lei si è girata e mi ha detto, aspetta un attimo, prima voglio riassaggiarlo ancora un po, e poi me lo metti nel culo, ma fai molto piano, ha ricominciato a succhiarmelo e leccarlo, era veramente assetata del mio manganello, poi l'ho girata e le ho messo un bel po di crema dentro al buchetto, con il dito l'ho spalmata bene dentro, e poi con due, infine le ho spalmato tutto il fuori e ho puntato la cappella sopra il buco, la tenevo per i fianchi e lei se lo indirizzava da sola dentro al culo, quando mi ha detto adesso spingi piano, ho iniziato a forzare il culetto, sentivo che la cappella non doveva faticare molto per entrare, infatti ad una pressione maggiore entravo dentro di un buon quarto di misura, lei continuava a tenermi il cazzo e carezzarmi le palle, adesso era lei che arretrava verso di me impalandosi da sola, e continuava fino a quando non ero tutto dentro, iniziava a sborrare e mi diceva, continua Franco ti prego, non mi sono mai sentita così piena dentro, dai che mi piace da morire, sentilo come mi scivola dentro e non mi fa male, ti supplico inculami più forte dai che sto risborrando di nuovo, ecco cosi continua, si prendimi il petto che mi piace, strizzami i caporelli io impazzisco, ecco mi sto facendo un ditalino da sola, senti quanto è bello non ti fermare ti prego mai, si pensa che ho un dito nella fica e il pollice sul grilletto quanto sto godendo non ne hai idea, continua che io mi sto sborrando l'ultima, si cosi ancora ma quanto è bello, dai sfondami il culo, fammelo arrivare nello stomaco, nell'intestino lo sento già, eccolo che sto sborrando di nuovo, ho il grilletto impazzito, lo sento duro come il legno e non si ammoscia, io continuo a farmeli questi ditalini, mai avevo goduto così, ecco cosi mi piego ancora e tu entri ancora più dentro, non me ne voglio perdere neanche un millimetro di questo cazzo fantastico, ecco senti che bel ditalino che mi sto facendo adesso, voglio sborrare come una fontana, ho tutte le cosce bagnate di sborra mia , e mi sento la testa che mi scoppia, ma ho voglia ancora di sborrare con te, dai fammi sentire come mi riempi il buco del culo del tuo prezioso nettare, dai dai ancora, eccolo che sto per sborrare, adesso Franco ti prego adesso, e io iniziavo a eruttarle ancora una quantità notevole di sborra dentro al culo, e anche lei a questo ultimo orgasmo urlava tutto il suo godimento come una pazza, poi veramente crollava sul letto sospinta da me, altrimenti andava in terra, a me tremavano le gambe per l'enorme sforzo fatto in quella posizione scomoda, lei ora giaceva con il corpo sul letto, le gambe divaricate e penzoloni in giù, le vedevo l'interno delle cosce era tutto bagnato fino hai piedi dei suoi umori, la fica semiaperta e si vedeva la clitoride che spuntava fra le labbra, e dal culo le colava l'ultima razione di sperma che le avevo regalato, andavo in bagno e mi facevo una doccia al volo, poi in cucina a preparare un bel caffé forte, e al mio ritorno in camera la trovavo con gli occhi socchiusi che mi guardava, era veramente bellissima Anna, sarebbe stata la donna della mia vita, ma lei per la figlia non si muoveva da quella casa, le versavo il caffé che si gustava golosamente, e poi si metteva seduta sul letto con le gambe incrociate e la fica completamente aperta, mi guardava negli occhi e mi diceva prendendomi ancora una volta il cazzo in mano, ok, ho capito cosa vuoi dirmi, facciamo fra due giorni che devo trovare una scusa per uscire, però ad una condizione, io ritorno qui da te, ma prima me lo fai succhiare e ti faccio sborrare almeno due volte, e poi me lo metti al culo come oggi, credimi io non ho mai goduto come qui con te, a quello stronzo di mio marito, le piace il culo, però ci sputa sopra al buco e me lo infila dentro mi fa male, non lo faccio scopare altrimenti mi rimette incinta, e finisce sempre che poi vado in bagno e mi faccio un ditalino, ma quelli che mi sono fatta con te non li avevo mai goduti tanto, pero adesso mi hai fatto venire di nuovo voglia di te, mettiti seduto qui sul letto e non ti muovere, faccio tutto io, mi sono seduto con le mani dietro per reggermi, e lei in ginocchio mi ha ripreso il cazzo in bocca e ha ricominciato a succhiarmelo, me lo teneva con la sinistra, con un ginocchio era in terra e l'altra gamba piegata si poggiava con il piede, aveva in questo modo la fica spalancata, e ricominciava a farsi un ditalino che dai lamenti doveva essere favoloso, continuava così a lamentarsi e sborrare, e la sentivo che questa manovra la faceva impazzire, e prima di farmi fare l'ennesima sborrata, lei era venuta di nuovo almeno cinque volte, mi aveva lucidato la cappella per come era stata brava a leccarmelo tutto, e soddisfattissima mi aveva confessato, non credo di avere goduto così tanto in vita mia, mi sento una ragazzina vogliosa e sempre arrapata vicino a te, mi sei piaciuto dal primo momento, e se non facevi tu la prima mossa, ti avrei scopato per la strada davanti a tutti, lo sai che quando mi hai riaccompagnato a casa ero fradicia sotto, come sono entrata ho aperto il bagno al volo, e sopra al bidet mi sono fatta tre ditalini, non ce la facevo più, e poi ho una idea che mi sembra buona per una delle prossime volte, se ho problemi a venire la metto in atto, ma ti anticipo che alla peggio non saremo soli, ma ho una mia amica che volendo ma..... ma questa è un'altra storia.

 

Il figa-budget

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Un concetto da tenere sempre presente e che la figa ciuccia danaro: le lunghe (e spesso inutili) telefonate al cellulare, le cene offerte, il teatro, il cinema, gli aperitivi, i km percorsi, i regalini, ecc. Quando si devono gestire molte fighe il problema e proprio la gestione delle risorse monetarie, cosa che risulta assai complicata soprattutto quando si ha La Figa in testa.
Pertanto la prima cosa da fare, quando si conosce una nuova figa e budgettarla. Dopo qualche minuto di conversazione, quando tra te e te pensi "questa me la faccio!", e necessario attribuire immediatamente un budget all'intera l'operazione: "...questa figa vale 160.000 lire...", "...quest'altra figa vale 90.000 lire...", ecc.
Attenzione: in ambiente multifiga, un budget non deve influenzare l'altro, ossia nella formulazione di un nuovo budget si deve sempre ragionare in ipotesi di capacita di spesa complessiva illimitata. Il budget deve essere parametrizzato sulla singola figa in oggetto.
Quando poi nel corso dell'operazione le spese occorse raggiungono l'importo allocato a budget, si deve subitaneamente abbandonare il progetto.
L'aspetto fondamentale del Figa-budget e che si deve abbandonare il progetto sia, che non te l'abbia ancora data sia che si abbia già avuto la pagnotta n volte.
Nel primo caso la giustificazione e evidente: e inutile gettare via ulteriori danari in un progetto che si e rivelato troppo impegnativo. E' tuttavia soprattutto nel secondo caso che il Figa-budget si rivela di estrema utilità. E' proprio nel secondo caso infatti che la figa diventa economicamente pericolosa: le spese diventano incontrollabili (telefonate in fascia alta per fissare folli appuntamenti, corse in macchina e pedaggi autostradali per trapanarla il prima possibile, biglietti del cinema sprecati poiché si esce a meta film con la verga in tiro, ecc.).
Per la gestione del multifiga e di notevole aiuto l'utilizzo di un foglio elettronico (ad es.: Excel). Sulle colonne si inseriscono i nomi delle poverette e nella prima riga l'importo allocato a budget. Sulle righe successive si registrano tutte le spese sostenute: cene, cinema, regalini, telefonate, benzina, ecc.
Per avere la certezza di evitare di sforare erroneamente il budget, il foglio elettronico deve essere arricchito di una semplice funzionalità macro che elimina l'intera colonna quando la sommatoria sulle righe raggiunge il budget inserito nella seconda riga.
Interessanti sono le applicazione offerte dalle nuove tecnologie: con i nuovi cellulari dotati di porta ad infrarossi e possibile programmare la macro in modo tale che, oltre ad eliminare la colonna, si cancelli anche il numero di telefono della figa dalla rubrica del proprio cellulare.
Va da se che l'abilita consiste proprio nel passarsi allo spiedo la poveretta prima di sforare il budget.
Nota: il Figa-budget e particolarmente utile quando la figa è una barista o addirittura una commessa. In questi casi infatti il tacchinaggio si risolve - purtroppo - con l'andarla a trovare sul lavoro e inevitabilmente comprare qualcosa. Finche si tratta di caffè o di custozzini va ancora bene, tuttavia la situazione diviene critica quando la poveretta fa la commessa in un negozio di abiti, occhiali da sole, ecc.
M.R.P. (MESTRUO RESPECT PLANNING)
Premessa: questo strumento gestionale e utilizzabile solo con le fighe già "conosciute".
Quando si opera in ambiente multifiga, con n7, l'attività più complessa e la schedulazione degli appuntamenti, essendo purtroppo solo 7 le sere che la settimana ci concede.
Solitamente per evitare di rendere troppo evidente che una figa la frequenti solo per La Figa, si deve progettare un "cammino" di appuntamenti, in modo da raggiungere l'obiettivo finale, ossia fottere, con gradualità. La procedura standard di approvvigionamento sesso prevede:

step1 - la chiami al cellulare e fai un po' lo splendido
step2 - la inviti a cena fuori in cui si discorre di cose interessanti (?)
step3 - la volta dopo la porti a teatro
step4 - la terza volta la inviti a cena a casa tua cosi te la passi e ripassi per benino.

La procedura appena descritta e la versione standard, in quanto nella variegata realtà si affronta, ad esempio, la figa che prima di mollartela necessita di tre step cena-cena-cinema, c'è invece quella che necessita di 5 step cena-cinema-cena-domenica.a.vetrine-cena. E questo avviene ciclicamente con una periodicità quasi certa ed oggettiva.
E' possibile pertanto affermare che ogni figa ha un suo specifico "lead-time to fuck", determinato dalle volte che esce con te prima di fartela riannusare.
Il rischio concreto ed effettivo e di avviare tutta la procedura sopra descritta per poi arrivare al punto della cena a casa tua che lei ha il marchese: epporcozzio !!!. Il danno causato dal dispendio di tempo e danaro per tutti gli appuntamenti intermedi e di notevole entità, soprattutto in ambiente di multifiga ove il tempo e la risorsa più critica. Si pensi infatti all'indubbio vantaggio di aver oculatamente avviato la procedura di approvvigionamento con una figa alternativa che alla fine non presenti il puzzolenteo sconveniente.
E' assolutamente necessario pertanto conoscere i giorni del Mestruo di tutto il parco fighe di riferimento, nonché i loro specifici "lead-time to fuck". In tal maniera e possibile definire il M.R.P.(Mestruo Respect Planning) di ogni poveretta, del tutto simile a quello utilizzato per la schedulazione della produzione. Il risultato finale in forma grafica si presenta come un unico Gantt che indichi chiaramente con quale tempistica rifarsi vivi con ogni singola figa, al fine di evitare di concludere il ciclo di appuntamenti trovandosi una bella bustina da te quando le infili la mano nelle mutandine.
L' M.R.P. consente di operare in ambiente multifiga in un'ottica di ottimizzazione dei tempi di intervento ed eliminazione di fermi, garantendo cosi la propria massimalizzazione delle ciuppate.

LA DIVERSIFICAZIONE DEL PORTAFOGLIO-FIGHE
Per ottenere La Figa, ogni figa deve essere coltivata, devi andarla a trovare, non deve essere mai trascurata, ci devi ogni tanto parlare affinché il rapporto cresca, proprio come si fa con le piante.
Come ho già avuto modo di evidenziare, operando in ambiente di multifiga la risorsa più critica e il tempo, tempo da dedicare alla implementazione del rapporto nonché al successivo mantenimento. Implementazione e mantenimento richiedono entrambi una continua ed ininterrotta somministrazione di piccole dosi di se stessi (es: se e una barista ogni tanto vai a prendere il caffè da lei; se e una che le piace il cinema ogni tanto la porti a vedere qualcosa (NB: sempre di tuo gradimento), eccetera).
E' evidente che trovandosi in una situazione di multifiga non ci si può esimere dall'utilizzare tutto il proprio tempo libero e talvolta anche parte di quello lavorativo. I rischi da evitare sono sostanzialmente due.
Il primo rischio e la mancata saturazione delle proprie ore: non deve mai accadere di trovarsi inapplicati, sprecando tempo prezioso che si dovrebbe invece dedicare a qualche poveretta. In situazione di multifiga capita che passino molti giorni prima che tu riesca a trovare il tempo per andare a ritrovare/riuscire con una figa. Pertanto e inammissibile sprecare il proprio tempo inapplicati su nessun progetto.
Il secondo rischio e la cannibalizzazione delle fighe: non deve mai accadere di aprire due progetti con le stesse caratteristiche che andrebbero sicuramente a sovrapporsi. Si consideri l'esempio di due commesse di due negozi diversi di abbigliamento: in questo caso infatti ci si trova nella situazione che sono, ad esempio, le 19.00 e sei indeciso a quale negozio volgere la prora. In ogni caso andando in un negozio si trascura la commessa dell'altro negozio. Il rischio e quello di dimezzare la frequenza di dosaggio della propria persona, con il concreto pericolo di perdere il controllo del progetto.
Ne segue che l'approccio vincente va ricercato nella diversificazione del Portafoglio-Fighe. La diversificazione deve essere accuratamente studiata in modo tale da evitare la cannibalizzazione delle fighe e la non saturazione delle proprie ore. Si deve diversificare tenendo presente la tipologia di figa (barista, commessa, ...), la sua territorialità (Verona, Villafranca, ...) e la fascia oraria di godimento (mezzogiorno, sera,...).
Il procedimento da seguire per la formulazione ottima del proprio Portafoglio-Fighe deve partire da una attenta analisi della propria settimana. Si deve stilare la lista delle proprie attività settimanali e successivamente per ogni attività si colloca il nominativo di una poveretta. In tal maniera si ha la certezza di avere una ed una sola figa per ogni occasione. Esempi: la figa del bar per la colazione quando vai nella parte est della provincia, la figa del bar per la colazione quando vai nella parte ovest della provincia, la figa della trattoria del tal paese (per quando ci si trova in tal paese), la figa per l'aperitivo serale, la figa che stacca alle 19.30, la figa che stacca alle 20.00, la figa ancora studentessa che quando hai un pomeriggio libero dal lavoro chiami sicuramente lei, la figa che fa la cassiera al supermercato, la figa che quando ha la casa libera ti fa la torta la domenica pomeriggio (nb: la ciulata di domenica pomeriggio e il nirvana assoluto del multifiga), la figa per il concerto di Piazzolla, la figa per il cinema, la figa per il Mazziano, la figa per il teatro brillante, la figa per il teatro impegnato, la figa per andare a vedere la Muller, la figa per il Posto, la figa commessa per quando fai la vasca in Via Cappello, la figa commessa per quando fai la vasca in C.so Portoni Borsari, la figa per l'arena, la figa per la Festa de l'Unita, la figa per quando compri il grip per la racchetta, la figa per la sagra del risotto, la figa per fare il giro delle librerie quando devi regalare un libro, la figa per uscire a cena in trattoria, la figa per quando hai voglia di cenare a casa, la figa da videocassetta sul divano, la figa per andare sul lago, la figa per andare a prendere il sole due orette alle Colombare, la figa per andare a sciare, la figa per fare un giro in vespa, eccetera eccetera eccetera.
La situazione del proprio portafoglio-fighe può essere utilmente visualizzata in forma grafica su in piano cartesiano che presenti sulle ascisse le fasi della settimana e sulle ordinate il nome delle poverette.
Tracciando un punto sull'intersezione tra il nome della poveretta ed il momento della settimana in cui ci si connette, si può fotografare la varianza del proprio portafoglio-fighe rispetto la situazione ideale rettilineiforme.

LA FIGA-PIVOT
Il concetto di figa-pivot si applica come risolutivo nel caso in cui non si riesca a saturare la propria capacita oraria giornaliera su progetti di Figa. La mancata saturazione può avvenire nel caso in cui non si riesca a mantenere nel tempo una corretta diversificazione del Portafoglio-Fighe oppure nel caso in cui una figa inaspettatamente si renda indisponibile per una attività che tu avevi già dato come certa e schedulata, e quindi rischi di rimanere inapplicato per tutta la sera. Questo secondo caso si avvera frequentemente proprio qualora la diversificazione del portafoglio-fighe e stata ottimizzata all'estremo, rendendo l'intero sistema rischiosamente fragile. Pertanto per contrastare tale rischio e necessario mantenere nel proprio parco fighe una figa-pivot.
La figa-pivot e quella poveretta che ha talmente voglia di cazzo che si rende disponibile in qualsiasi momento tu la chiami, per qualsiasi profilo di serata, anche se e da secoli che non ti fai più vivo. L'utilizzo della figa-pivot si rivela essere di grande utilità soprattutto in situazioni estreme, ad esempio:

1. quando sono le 20.45 e non hai ancora pianificato la serata perché hai aperitivizzato lungo con gli amici,
2. quando alle 21.05 inaspettatamente ti telefona la figa titolare della serata dicendo che suo fratello ha preso la macchina e pertanto non può uscire (e ovviamente tu non hai nessuna voglia di andarla a prendere per poi doverla riaccompagnare - NB: riaccompagnare a casa una figa dopo che te la sei passata di cazzuola e la cosa più noiosa e discorsivamente perditempo che esista: e molto meglio che se ne vada da casa tua in piena autonomia, inoltre ci si guadagna almeno 2 belle ore di sonno)
3. quando hai intenzione di andare a teatro a vedere una cosa che sai a priori che fa schifo e ti dispiace costringere una poveretta ad assistere alla rappresentazione, anche perché se ne può avere a male
4. con il rischio che poi non te la dia, ritenendoti un deficiente che l'hai portata a teatro anziché al cinema a vedere "Vacanze di Natale 2000".

In questi casi la figa-pivot, denominata anche figa interstiziale, si inserisce nei buchi lasciati liberi dalle altre fighe, garantendoti la saturazione delle ore e il proseguo della settimana senza soluzione di continuità sessuale.
Per operare in regime di certezza assoluta e fondamentale essere sempre dotati di non meno di 2 fighe-pivot: nel caso accidentale che una non si renda disponibile entro i 10 minuti dalla chiamata, ci si rivolge alla seconda.
Proprio perché la figa-pivot e investita di un ruolo strategico che trova a sua funzionalità nel tempismo della chiamata/disponibilità, la scelta della figa da adibire a tal ruolo deve essere condotta oggettivamente, sulla base della capacita di ricezione di campo del suo cellulare.
Nota: L'aspetto piacevole della figa-pivot risiede nel fatto, constatato nella pratica, che spesso la poveretta, essendo solitamente una troia ninfomane che ci sta sempre, e specializzata in una personale pratica che le da particolare piacere, ad esempio: il pompino con ingoio, la masturbazione con vegetale (carota, cetriolo, ...), il sesso anale, l'amplesso culinario, ecc...). Pertanto oltre che risolverti una serata che altrimenti andrebbe perduta, la serata stessa si confeziona spesso in maniera molto simpatica.

INDICATORI DI PERFORMANCE: PAYBACK, ROI, ROE
Quando ci si trova di fronte ad un parco fighe eccessivamente numeroso, e bene dotarsi di strumenti oggettivi di valutazione delle poverette, in modo da potere operare in condizioni di soggettività limitata. Gli strumenti più semplici sono il Payback, il ROI ed il ROE, ognuno dei quali evidenzia uno specifico aspetto della figa in oggetto.
Tali parametri sono di fatto degli indicatori di tipo consuntivo, ossia sono rilevabili solo dopo aver castigato la passera. Tuttavia la loro costante misurazione consente di sviluppare delle personali doti di tipo previsionale, che possono rivelarsi utili qualora ci si trovi costretti ad operare delle drastiche scelte di aborto progetto in caso di sovrasaturazione della capacita tacchinatoria.

- Il Payback indica il periodo di tempo che intercorre dal momento t1in cui hai deciso di farti la figa al momento t2 in cui lei ti molla la prugnotta. Attenzione: come unita di misura e preferibile utilizzare le ore e non i giorni, in quanto la realtà - che supera di molto la fantasia - ci pone di fronte a fighe con Payback anche di sole 3 ore.
Il Payback e certamente lo strumento più grezzo in quanto non considera la qualità della ciuppata, ne gli sforzi condotti per il l'ottenimento della topa. Tuttavia e di grandissima utilità come parametro previsionale, quando si deve decidere se avviare un progetto. Per quanto detto sopra e possibile, quando si conosce una nuova figa stimare il suo Payback. Tale capacita previsionale e nel maschio più diffusa di quanto non si pensi (e il classico "...con quella li...massa fadiga !!!").
Generalmente operando in ambiente multifiga sono decisamente da preferire le fighe con payback minore.

- Il ROI (Return On Investiment) tende a misurare la qualità della prestazione sessuale offerta a fronte degli investimenti di tempo o danaro fatti. Ad esempio: se porti fuori a cena una poveretta pagando il conto, e durante la cena le fai un regalino (tipo un libro di cui la volta prima si era accennato), prima di cena hai comprato in una farmacia aperta per turno i preservativi pagando il sovrapprezzo per l'apertura post-orario, e inoltre per ottenere l'appuntamento hai passato precedentemente due ore al cellulare, e quella sera che era l'unica per lei libera davano a teatro una cosa imperdibile a cui ha dovuto tuo malgrado rinunciare... dopo tutto questo non ci si può certo accontentare di una semplice sega "...perché, sai, non ci conosciamo ancora bene..." !!! Sarebbe una profonda ed esecrabile ingiustizia ! Questa brutta figa ha un ROI decisamente basso. Viceversa c'è quella figa che già la prima sera, dopo che l'hai portata a vedere il film che volevi tu, facendole pagare pure il biglietto, questa ti da il culo e poi te lo succhia che ti trovi i coglioni sotto vuoto. Questa seconda poveretta invece ha un buon ROI, migliorabile, ma abbastanza elevato.

- Il ROE (Return On Equity) misura il ritorno del capitale proprio, inteso come capitale sentimentale. Il ROE e molto simile al ROI, tuttavia e di più rara applicazione, in quanto la differenza tra i due indicatori risiede nell'applicabilità in relazione alla figa di riferimento. Il ROE si applica alle fighe su cui si fanno progetti "seri", ossia a quelle fighe di cui ci si sta per innamorare. Al numeratore anziché computare la qualità del rapporto meramente sessuale, si deve porre il feeling-back che la figa ti ritorna a fronte di investimenti sentimentali condotti.
Ad esempio una notte passata a pensarla, ciulare un'altra ma pensare a lei e cose di questo genere indicano che la figa in oggetto tende ad avere un buon ROE. E' interessante notare come nella realtà capiti di conoscere nuove fighe e a priori stimare su di esse un ROE alto e contemporaneamente un ROI basso. Per non fare confusione tra i due indicatori si può prendere a riferimento la seguente legge di natura empirica: se
quando pensi alla poveretta la prima cosa che ti viene in mente e quella di portarla venerdì sera a pattinare a Boscochiesanuova allora significa che ha un ROE elevato ed un ROI basso, se invece ti capita spesso di pensare di sborrarle in faccia, allora significa che ha un ROI elevato ed un ROE basso.

LA LEVA FINANZIARIA
Talvolta capita di rendersi conto che il progetto su cui si sta lavorando non viene portato a casa, cioè la figa fa la difficile, se la tira più del previsto ma soprattutto più del dovuto e probabilmente la prossima volta che la chiamerai non vorrà uscire, tirando fuori una delle sue scuse a magazzino. In questi casi e opportuno vincolare la figa, ossia obbligarla ad uscire ancora una volta con te, in modo da avere un'ulteriore chance, che verrà vissuta con un approccio del tipo "o-la-va-o-la-spacca".
Il metodo più sicuro per far sentire una poveretta in obbligo ad uscire con te e la Leva Finanziaria che consiste nel far pagare a lei qualsiasi cosa si stia facendo o si abbia intenzione di fare. Qualche semplice esempio: farsi pagare il cinema mostrando che hai solo una banconota da 100.000 lire; farsi pagare la pizza dicendo che hai lasciato il portafoglio in macchina tanto sai che poi in macchina non le darai i soldi perché la tiritera patetica del "tieni / no dai me li darai / no guarda tieni / lascia ho detto lascia" verrà abilmente conclusa al punto che tocca a te dire "tieni" e invece dirai "ok, la prossima volta offro io".
In questa maniera la poveretta, che già e orgogliosa al punto da tirarsela, si trova in una situazione di credito e vorrà certamente uscire nuovamente per pareggiare i conti. La volta successiva che si esce, sapendo ormai che e una brutta suora che se la tira, la serata dovrà essere pianificata in modo da trovarsi nella condizioni di provarci prima di spendere danari di tasca propria (es: passeggiata serale sul lago), trattandosi oggettivamente di investimenti ad alto rischio di non redditività.
Questo strumento gestionale, se sapientemente utilizzato, e di notevole interesse in quanto duce la situazione a proprio vantaggio in ogni caso: se lei ci sta, avete ottenuto ciò a cui ambivate; se lei non ci sta, ci avete guadagnato il cinema o la pizza della volta precedente.

Nota 1: Qualora vi risulti eticamente difficile il non tirare fuori il portafoglio di fronte ad una cassa, la Leva Finanziaria può essere attuata anche con oggetti di natura non monetaria ma affettiva, ad esempio: una cassetta difficile da reperire che lei ha e glie la chiedi a prestito per poterla duplicare (anche se in realtà non ve ne frega niente); un suo libro (meglio se di quelli sottolineati) a cui fai finta di essere interessato, ecc. Funziona anche con cose molto più banali tipo un ombrello che tu non hai mai. Per recuperare l'oggetto la poveretta e costretta ad accettare un tuo nuovo invito.

Nota 2: Attenzione a non commettere il grave errore di trovarsi nella situazione di figa-che-se-la-tira e invece di attuare la potente Leva Finanziaria si utilizza un altro strumento gestionale quale l'Indebitamento Produttivo, che si e ormai rivelato altamente obsoleto e inefficace. L'Indebitamento Produttivo trovava larga applicazione soprattutto negli anni 60 e, nella nostra epoca, trova una qualche applicazione efficace solo tra i diciannovenni che ci provano con le fighette sedicenni.
L'Indebitamento Produttivo e in pratica l'opposto della Leva Finanziaria e consiste nel fatto di elevare il tasso della propria spesa qualora si rilevi che la figa non molli la pagnotta, ad esempio offrendole la cena in un ristorantino molto carino ma molto costoso; invitandola a trascorrere una giornata a Venezia, imprestandogli il proprio cellulare per telefonare alle sue amiche, eccetera.
Il ragionamento erroneo che si conduce e del tipo: io le faccio vedere quanto generoso sono e poi lei fa la generosa e me la mostra. Questo ragionamento poteva funzionare solo negli anni 60 o appunto tra tardo adolescenziali neopatentati. Oggigiorno infatti per quanto ci si dimostri generosi capaci di spesa, la figa in questione e già stata sicuramente oggetto di generosità ben superiori delle vostre, da parte di qualche altro povero imbecille prima di voi, e pertanto se ha deciso di non mollarvela non sarà certo il conto del ristorante a farle cambiare idea.

 

Regolare lo schizzo di sperma sborrando in faccia spruzzando

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Negli ultimi anni l'evoluzione del cinema hard tende alle pratiche che fino a qualche anno fa sembravano assurde da accettare per una donna. Fino a dieci anni fa trovare una donna che accettasse di bere il nostro sperma era da sogno, ora è diventata pratica comune. Finalmente, oggi, possiamo completare il nostro pompino sborrando avidamente il nostro sperma riempiendo la bocca della nostra donna. Che lo beva o no, lo sperma negli ultimi anni è uscito dal preservativo ed è sulla bocca ed in faccia delle nostre amate pompinare. Anche noi ci dobbiamo adeguare ai giorni d'oggi, quante volte avremmo voluto spruzzare lo sperma in faccia, ma, al momento del getto, vi siete ritrovati con lo sperma sui piedi e tentare un inevitabile colpo di reni cercando di mandare oltre 1 cm il vostro sperma. Il risultato è quello di avere la vostra donna con la bocca aperta e la lingua da fuori aspettando ad occhi chiusi che arrivasse la sborra, ma invano, lasciando un indiscutibile sapore di amaro in bocca (a voi, non a lei!).

Allora c'è bisogno di organizzarsi per una bella schizzata. Bisogna esercitarsi per essere sicuri di gestire il getto al momento del bisogno, per colpire la vostra donna che potrà vantare di essere stata schizzata in modo cinematografico. E' inevitabile che per esercitarvi, dovrete organizzarvi da soli masturbandovi, ma voi siete i soli a sapere quando l'eiaculazione sta arrivando, come il vecchio detto che recita: "La miglior sega è quella fatta con le tue mani". Non è un'incitazione alla masturbazione, ma un avvio ad un esercizio che porterà, in breve tempo, a sbalordire la vostra donna. Per aiutarvi, è preferibile fare il tutto guardando scene hard, come quelle che avete "in quella cartella imboscata del vostro hard disk".

Esercizio n. 1
Avviare una masturbazione lenta di un minuto circa e poi fermatevi, massaggiandovi le palle molto delicatamente. Le sentirete vuote, i testicoli si lasceranno allontanare senza opporre resistenza. Ripartite con un'altra masturbata di circa un minuto per poi fermarvi nuovamente, massaggiandovi i testicoli con molta delicatezza. Andate avanti ancora con un minuto di masturbazione ed uno di riposo. Sentirete che i testicoli saranno sempre più duri (relativamente duri). Se durante la masturbazione state per sborrare ed il minuto non è passato ancora, allora fermatevi. Questo esercizio dovrà andare avanti per 30/45 minuti circa. Dopodiché attendete 10 minuti e poi sborrate.


Esercizio n. 2
Guardate un buon film porno, deve essere buono perché dovrete vederlo tutto. Prendete il vostro cazzo duro e cerchiare la cappella con il pollice e l'indice appena sotto la cappella. Andate su e giù con le dita toccando leggermente la cappella con la pelle del cazzo mentre guardate il film, cercando di non sborrare prima della fine del film. Dovrete vedere il finale del film sborrando sull'ultima scena, oppure, alla fine del film, riprendere la scena che vi è piaciuta di più e sborrarci sopra. Come potrete notare, sono esercizi utili anche per chi eiacula precocemente. E' importante la durata, perché uno dei segreti è quello di avere i testicoli pieni di sperma al momento del getto.


Esercizio n. 3
Questo esercizio è da organizzarsi per tempo. Occorre bere molta acqua perché si tratterà di capire l'angolazione che dovrà avere il cazzo quando sborra, perché per schizzare forte bisogna che il condotto sia quanto più in posizione. Con il cazzo duro mettiamoci nella vasca da bagno o nella doccia, in modo che possiamo prendere la misura di quanto lontano stiamo urinando. Quando il cazzo è duro, è più difficile urinare, ma è importante che quando lo fate, muovete su e giù il cazzo (lentamente) per capire quale angolazione deve avere per urinare più lontano. Sarà quella l'angolazione che dovrà avere il cazzo al momento della spruzzata in faccia. Memorizzate bene l'angolazione, è importante. Quando oscillate il cazzo, fate attenzione a non stringerlo, perché già siete eccitati e potrebbe farvi male.


Esercizio n. 4
Questo esercizio è da farsi durante il ciclo mestruale della vostra donna, perché se ha il ciclo lei non ha tanta voglia di fare sesso, quindi, se non glielo chiedete, sarà meglio anche per lei. L'esercizio è molto semplice: dovete stare 5 giorni senza sborrare, per poi fare l'esercizio n. 1. Alla fine dei 30/45 minuti, aspettate che state per sborrare e poi vi masturbate lentamente in piedi fino alla sborrata. Dovrete rallentare il ritmo più andate verso l'eiaculazione. Al momento dell’orgasmo, angolate il cazzo e perfezionate l’angolazione. Vediamo dove arriva la sborra!


Siamo pronti!
Quando, finalmente, vi sentite pronti, organizzate la vostra serata senza bere e fumare poco, anzi niente è meglio: l'alcol e il fumo fanno molto male al sesso. Fate un sesso normale cercando di fermarvi ogni tanto. Quando lei vi fa un pompino, voi, ogni tanto, fatevi leccare le palle, così vi stimola i testicoli. Fermatela con la scusa che deve godere anche lei leccandole la figa, così vi riposate. Quando finalmente siete pronti per sborrare, cercate di sincronizzare il getto con un leggero colpo di reni e l'angolazione calcolata all'esercizio n. 3. E' utile che abbiate la schiena inarcata, posizione tipica quando una donna vi spompina. La faccia di lei deve essere leggermente sotto al vostro cazzo e voi in piedi, masturbatevi lentamente davanti a lei che dovrà avere la testa inclinata di 45%, in modo da avere il getto di striscio su tutta la faccia. Più state arrivando all'orgasmo più dovrete rallentare, fino alla grande spruzzata che dovrà uscire con forza grazie ai vostri esercizi. Dopo 3/4 getti, lo spruzzo non avrà la stessa forza di prima, quindi, mentre sborrate, strofinate orizzontalmente il cazzo sulla faccia di lei all'altezza tra la bocca ed il mento e vedrete che spruzzerà ancora. Terminate la vostra eiaculazione nella bocca facendole leccare e/o ingoiare lo sperma rimasto.

Buona schizzata!

 

Come penetrare due cazzi nella figa senza farsi male

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Questo articolo è rivolto sia agli uomini che vogliono penetrare contemporaneamente una donna, sia quelli che la vogliono penetrare insieme ad un vibratore (per questioni di ovvia gelosia verso la propria partner, ma che comunque non vogliono far rinunciare di una goduria del genere la propria donna) e alle donne che devono sapere che per essere penetrate in due devono essere consapevoli di come si svolgono le cose.

Le giovani, oggi, si confrontano nella loro sfera sessuale con i giusti metri del porno. Una delle pratiche comuni delle adolescenti è quello di farsi scopare da più uomini contemporaneamente. Il fatto di essere soggetta a più attenzioni, porta la donna ad un livello di superiorità. Poter dire ad una amica di aver soddisfatto più uomini insieme la inorgoglisce, la fa sentire donna. Tra le emozioni che si possono provare in un rapporto con più uomini è sicuramente quello di assaggiare diversi sperma e distinguerne il sapore. Ricorderà il confronto tra le differenti bevute: il sapore, la densità, il grado di acidità.

Restando sul tema della penetrazione di due falli insieme, un'azione importante che si compie quando si fa sesso con almeno due uomini è quello di riuscire a farsi penetrare in figa da due cazzi insieme. E allora come fare a farsi penetrare da entrambi senza farsi male?

Occorre che la cosa non venga fatta a freddo, perché il secondo dovrebbe forzare e questo non va bene, perché spingerebbe il cazzo del primo. Ci vuole, quindi, una lubrificazione supplementare a quella naturale. Lasciamo stare olio, burro o creme varie che vanno bene solo in casi di necessità. Se abbiamo tempo per organizzarci, andiamo in un buon sexy shop e acquistiamo una buona confezione di lubrificante, oppure possiamo rivolgerci ad un sexy Shop on-line, per questioni di anonimato. Ricordiamoci che i soldi spesi per mangiare e quelli per scopare sono i soldi spesi meglio!

La donna deve essere portata a bagnarsi con leccate varie e la cosa deve durare per circa 10 minuti. Poi i cazzi devono essere succhiati perché lei deve sapere la consistenza dei falli che andranno nella figa, non vi dimenticate che è la donna che potrebbe sentire dolore, con gli uomini. Poi il primo uomo deve sdraiarsi, lubrificarsi il cazzo ed infilare la donna che si mette sopra di. Questa inizia a stantuffare in modo da distribuire il lubrificante all'interno della vagina. Attenzione! Non dovete ancora pensare a scopare, ma soltanto a distribuire il lubrificante all'interno della vagina. Ora il secondo deve spruzzare un po' di lubrificante sul culo di lei in modo che scorra a lubrificare ulteriormente il primo cazzo e l'ingresso della vagina. Il secondo si dovrà lubrificare il proprio cazzo. Ora, il primo deve uscire e il secondo la deve penetrare. I due cazzi non devono ancora stare insieme dentro, neanche un po', il primo deve uscire e il secondo entra. Chi la scopa dal basso allarga una zona della figa, mentre chi la tromba dall'alto allarga un'altra zona. Dopo qualche stantuffo si può iniziare!

Il secondo cazzo (è quello che sta sopra) deve uscire per metà e il secondo deve iniziare ad entrare. Con un gioco naturale alternato, devono penetrarla ora piano piano seguendo la donna facendo attenzione affinché non si faccia male. Durante l'alternanza i due cazzi devono entrare sempre di più, in una fase di assestamento che nel giro di 5 minuti può essere completa! Seguendo queste istruzioni avrete penetrato la donna, ma per stantuffare occorre sempre farlo alternati. Uno scopa e l'altro sta fermo, dentro. Un colpo ciascuno è il top che potrete fare, gli uomini devono ricordare che in quel momento sono un'unica unità di sesso.

Sborrate come vuole lei e divertitevi a scoparla, rispettandola perché lei si concentra su entrambi come se foste un'unica persona, mentre voi vi dividete il suo corpo, lei unisce i vostri. Buona doppia penetrazione a tutti!



 

Il web e i guardoni del terzo millennio

Gli ultimi episodi, in ordine di tempo, hanno visto protagonisti un professionista di mezza età a Sarzana e un camionista tedesco di 47 anni a Brembate, in provincia di Bergamo. All’Ipercoop di Sarzana un uomo filmava le parti intime di una donna con una telecamera nascosta in un marsupio che posava sul pavimento vicino alla vittima designata. Il suo fare sospetto è stato notato da alcuni finanzieri, che hanno bloccato l’uomo e trovato nel marsupio la videocamera con l’obbiettivo che usciva da un foro laterale. Nella telecamera c’erano decine di immagini prese di nascosto. E dalla successiva perquisizione in casa dell’uomo è emerso un archivio con migliaia di immagini riprese sotto le gonne, catalogate con precisione dal 2006. L’uomo, che agiva tra Liguria e Toscana, è stato denunciato per interferenza nella vita privata e violazione della privacy.

Ugualmente ingegnoso il sistema usato dal camionista tedesco, che aveva nascosto il telefonino con telecamera in una scatola di caramelle sistemata sulla punta inferiore del carrello della spesa in un supermercato di Brembate. L’uomo avvicinava il carrello alle donne con la gonna e così le filmava nelle parti intime. È stato scoperto dai carabinieri e denunciato. Nel telefonino, che è stato sequestrato, c’erano numerosi filmati dello stesso genere.

Il fenomeno dei “guardoni” (persone che trovano piacere sessuale dal guardare le attività sessuali o gli organi sessuali di altre persone di solito inconsapevoli di essere osservate) è in aumento. È una delle patologie riferite alla sfera sessuale che sta interessando centri specializzati ed è diventata materia di studio. «Guardare fa parte dell’essere umano - spiega il dottor Gennaro Scione, direttore dell’Accademia italiana di sessuologia, con sede a Roma - e nel campo della sessualità ci sono normali istinti primordiali. Bisogna capire quando dalla normalità si passa alla patologia. Si trasforma in disturbo quando diventa piacere primario, bisogno compulsivo, quando non si hanno più interessi a incontrare le persone, si perdono le relazioni, si pregiudica il lavoro o addirittura lo si perde. Il voyeurismo è una dipendenza e la si cura come le altre dipendenza, come quelle da alcol, droghe, acquisti compulsivi, computer».

Una volta si spiava dal buco della serratura dei bagni o dal classico buco nella cabina della spiaggia, ci si nascondeva nei luoghi in cui le coppie si appartavano in auto. Bozano, il biondino della spider rossa, condannato per l’omicidio di Milena Sutter, aveva sistemato uno specchietto sulla punta di una scarpa. Oggi le tecnologie forniscono nuovi strumenti. Le nuove tecnologie (telefonini, videocamere digitali) e il mondo virtuale hanno modificato il voyeurismo. Spesso questi filmati vengono messi in rete e condivisi. «Sì, questo è un aspetto nuovo anche per noi - prosegue il dottor Scione -, lo stiamo studiando. E di sicuro rende più difficile la cura perché la vergogna per noi è una risorsa. Lavoriamo molto sul senso di vergogna. Ma chi mette i filmati in rete, lo fa per esibirli, per esibire un trofeo, si sente gratificato, non ha senso di colpa e non si sente solo, perché può condividere. Questi sono i casi più gravi».

Parliamo della cura. «Dipende dal grado di dipendenza. Se la persona in questione è in uno stato di solitudine, senza famiglia, senza figli, si fa una terapia individuale. In certi casi possono bastare alcuni mesi, in altri casi molto di più. Se c’è la famiglia, si possono coinvolgere i familiari. Il punto è di non colpevolizzare la persona, che ha bisogno di aiuto e va aiutata».

 
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